Verdetto del tribunale: stop a campagna contro olio di palma

MILANO - Ferrero vince la battaglia legale contro Delhaize per Nutella. La Corte d'appello di Bruxelles ha dato ragione al gruppo di Alba, contraddicendo la sentenza di primo grado, ed ha ordinato al gruppo Delhaize di cessare la campagna sulla cioccolata spalmabile certificata "senza olio di palma", fissando un plafond di penalità di un milione di euro. Ferrero accusava la campagna della società belga di essere "menzognera, ingannevole, e denigratoria" verso Nutella.
Il solito rituale non scientifico della pubblicità: "non contiene olio di palma"-
Coloro che si spaventano per nulla e spaventano gli altri sono assi pericolosi e costosi.
Un conferma arriva da una conferenza scientifica che si è tenuta a 'Food Mood', la business area organizzata, nell'ambito di 'Terra Madre Salone del Gusto', dalla Camera di Commercio di Torino e dall'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
"Va molto di moda creare un solo alimento colpevole - ha detto Dario Bressanini, docente di chimica all'Unins (Università di studi dell'Insubria) - ed esaltare 'supercibi' che fanno bene, ma gli allarmismi ed i facili entusiasmi hanno poco senso, anzi sono controproducenti. L'unica strada da seguire per la salute è la dieta variata senza eccessi. Ed è molto meglio che le industrie alimentari mettano in etichetta cosa c'è piuttosto che apporre scritte su cosa non c'è nei prodotti". Nel caso dell'olio di palma, "c'è stata una campagna soprattutto mediatica senza riscontri scientifici- ha proseguito Bressanini - ma ha poco senso additare un elemento complesso come qualsiasi grasso alimentare dandogli la colpa di causare patologie, quando se le stesse molecole sono contenute in altri oli. Per certe applicazioni i sostituti suggeriti al posto dell'olio di palma sono cento volte peggio. E l'olio di palma ha anche dei vantaggi come, ad esempio - ha proseguito Bressanini - la resistenza all'ossidazione. Certi grassi insaturi che vanno tanto di moda, invece, come olio di mais o girasole, sono a rischio di processi di ossidazione che possono formare sostanze tutt'altro che benefiche per l'organismo umano". C'è anche l'aspetto ambientale, le foreste abbattute per fare posto alla coltivazione tropicale da cui si ricava l'olio di palma. "Ma anche se l'Europa mettesse al bando la vendita di prodotti con olio di palma - ha osservato Stefano Savi dell'Rspo, la Tavola Rotonda sull'olio di palma sostenibile - ci sarebbe comunque il mercato di India e Cina a sviluppare la domanda. La strada da seguire è quella della certificazione, che ormai rappresenta il 18% della produzione totale, 109 mila produttori e un'estensione complessiva di 257 mila ettari" 

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