I blocchi del traffico andrebbero proibiti per legge

Da un'intervista a Franco Battaglia, esperto di ambiente dell’Università di Modena:
I blocchi del traffico non solo non risolvono il problema delle poveri sottili, ma neanche lo affrontano. Il ministero dell’Ambiente, in nome dell’amore alle ragioni della scienza, dovrebbe proibire per legge che i sindaci intraprendano queste iniziative, che aggiungono solo problemi a problemi.
Prima di parlare di un problema come l’inquinamento, dobbiamo capire bene da che cosa è causato. Nei mesi invernali lo smog in Lombardia è provocato per il 33% dal traffico, per il 33% dal riscaldamento civile di abitazioni e uffici e per il 33% da industrie e cause naturali. Per ripulire la Pianura padana da un terzo del Pm10 si dovrebbe fermare il traffico per 24 ore al giorno, sette giorni su sette, in tutti i Comuni. È evidente a chiunque che questa non è una strada percorribile. Di fatto a Milano si ferma il traffico per una domenica, a Modena per un giovedì pomeriggio. In questo modo si abbattono le polveri sottili dell’1 per mille (per l’esattezza, con un blocco di 8 ore, dello 0,91 per mille, ndr). È soltanto un palliativo, ma il costo e i disagi di queste giornate senz’auto sono sempre molto elevati.
Bisogna per forza andare a incidere sull’altro 33%, quello causato dal riscaldamento domestico.
E in che modo?
Le soluzioni possibili sono due: o tenere spenti i riscaldamenti domestici durante l’inverno, o sostituire le caldaie ad olio combustibile con dei radiatori elettrici, che ovviamente però poi vanno alimentati. E il modo più semplice è costruire due centrali nucleari, che assicurerebbero a Milano un’aria del 33% più pulita. Caorso sarebbe un buon posto per ospitarle, in quanto il sito è stato certificato per ospitare un reattore fino a 800 mega. Ma si può scegliere anche un sito alternativo, a seconda delle esigenze.

Non dobbiamo dimenticare che l’ambiente domestico nasconde insidie insospettabili. La casalinga che resta per molte ore dietro ai fornelli è esposta per esempio all’ossido di azoto. L’aria è composta infatti per il 20% da ossigeno e per l’80% da azoto. Ad elevate temperature si origina una reazione chimica che produce ossido di azoto. I cui effetti sulla salute sono molto più seri di quelli cui può andare incontro, per esempio, una persona che fa una passeggiata in mezzo al traffico di Milano. È un errore quindi preoccuparsi sono dell’inquinamento da traffico, e non di quello domestico.
In realtà negli ultimi 10-20 anni la qualità dell’aria in Lombardia è migliorata. I nuovi modelli di auto sono infatti molto meno inquinanti, e inoltre si è ridotto l’utilizzo dell’olio combustibile per il riscaldamento domestico, progressivamente sostituito dal metano. E il miglioramento è documentato dai dati di Arpa Lombardia degli ultimi anni.
Da questo punto di vista occorre mandare un messaggio rassicurante: l’aria della Lombardia è pulita. Lo dimostra il fatto che l’incidenza delle malattie respiratorie a Milano non è superiore rispetto a quella di altre parti d’Europa. E in tutta Italia, come annunciato pochi giorni fa da Umberto Veronesi, i tumori sono in diminuzione. La ricerca fa passi avanti, la diagnostica precoce progredisce e nel complesso la condizione sanitaria è di gran lunga superiore rispetto a 20-30 anni fa.
Gli sforamenti dei limiti di Pm10 in parte sono dovuti alle condizioni climatiche della metropoli lombarda, per il fatto che i venti sono molto più deboli rispetto per esempio a Trieste. Con il risultato che il ricambio dell’aria è quindi più lento. Ma più in generale, è il limite europeo per le concentrazioni di polveri sottili (il cosiddetto Pm10) che andrebbe rivisto. In Europa è infatti di 50 microgrammi per metro cubo, negli Stati Uniti di 150 microgrammi. Le norme americane sono molto più rispettose dell’evidenza scientifica. Superare i 50 microgrammi di Pm10 non provoca infatti nessun danno per la salute. Si tratta di un limite la cui utilità è soltanto quella di dare soddisfazione ai Paesi del Nord Europa, dove la soglia non si supera perché i venti sono più forti.
È questo il motivo per cui l’Ue ha fissato dei limiti così restrittivi?
La responsabilità è di quei politici che vivono propagandando la paura per le condizioni della qualità dell’aria. Si tratta di personaggi che hanno fatto carriera solo grazie all’allarmismo, e che non vogliono smettere di terrorizzarci.
Riferimenti:
http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Redazionale_P&childpagename=Regione%2FDetail&cid=1213393465692&pagename=RGNWrapper



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